
Da Area Sport maggio 2010
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Dai cartoni di Mila e Shiro alla serie A con Santeramo dove è stata tra le migliori centrali del campionato con 222 punti realizzati in 30 partite.
 Costanza Costanzini, bolognese, classe 1979, in questa stagione è uno dei punti di forza della Cattozzo Polesella che milita nel campionato di B2, in precedenza aveva giocato con la Stemi Rovigo, nel 2007/08, nella squadra di Beconi e Mirela Sesti, contribuendo alla promozione in B1 della squadra prima che la società ne vendesse i diritti. Il suo ruolo è quello di centrale. Costanzini ha due grandi passioni la più nota quella della pallavolo, quella meno conosciuta è quella dei viaggi, vediamo di conoscere entrambi li aspetti di Costanza.
Che cosa ti ha portato a scegliere la pallavolo?
«Per un paio di motivi, il primo perché i miei fratelli giocavano e il medico mi aveva consigliato il nuoto o la pallavolo. Scartato il nuoto perché non mi piaceva era rimasta la pallavolo e poi perché guardavo i cartoni in Tv». Fans di Mimì Ayuhara o di sua cugina Mila Hazuki? «Di Mila» Il tuo percorso nella pallavolo qual è stato? «Io ho iniziato il primo anno nella squadretta vicino a casa per provare. Mi piaceva ed ero molto portata e quindi mia madre ha pensato di cercare una buona società per farmi continuare. Sono andata con il San Lazzaro e lì ho fatto tutte le giovanili fino ad arrivare alla B1, avevo 18 anni. Terminata la scuola superiore ho fatto un anno di università ma poi ho deciso di lasciarla per continuare a giocare fuori Bologna non essendoci lì un granché. Ho iniziato a girare e sono andata il primo anno in Calabria, poi in Sardegna, due anni in Puglia dove ho giocato anche in serie A. Sono poi stata a Potenza e successivamente sono stata in Sicilia dove dovevo fare la seria A, ma ho interrotto e sono tornata a Bologna. Sono rimasta un anno ferma e poi ho ricominciato a giocare in zona e ho ricominciato a frequentare l’università e mi sono laureata l’anno scorso». In cosa? «Scienze della comunicazione. Ora giro nei paraggi».
Di tutti i tuoi giri dove ti sei trovata meglio? «Io mi sono trovata benissimo dappertutto per cui non posso scegliere un posto in particolare. Per l’esperienza fatta direi, però, l’anno in cui abbiamo vinto la serie B1 e abbiamo conquistato la seria A e l’avervi giocato l’anno seguente. E’ stato molto emozionante e bello». Del campionato di quest’anno con il Polesella che mi dici? «Dico che è una lotta fino alla fine, abbiamo avuto degli alti e dei bassi, qualcuno addirittura incredibili. Anche rabbia perché non li abbiamo meritati visto il potenziale che c’è, probabilmente è stata pagata cara l’inesperienza nella categoria». Ti trovi bene con le tue compagne di gioco? «Si certo! Siamo molte affiatate». Vi allenate tre volte alla settimana, tu fai qualcos’altro? «Io personalmente oltre ai tre che faccio con le mie compagne ne faccio altri due a parte. A Bologna vado due volte in palestra e lavoro sulla parte fisica». Ti sarebbe piaciuto fare qualche altro sport? «Da piccola mi sarebbe piaciuto fare ginnastica artistica ma mi è stato proibito per le mie doti fisiche, forse mi sarebbe anche piaciuto provare tennis, ma la vera passione è sempre stata la pallavolo». Segui lo sport in Tv? «No, davanti al televisore non ci sono praticamente mai e quelle rare volte che lo faccio preferisco vedere un film divertente o qualche documentario». Quando sei libera dagli impegni che fai la sera? «Magari esco con gli amici, ma non mi piace fare tardi. Osservare la vita da atleta non mi ha mai pesato perché è molto vicina al mio stile di vita». Se dovessi dare un consiglio ad una giovane che le diresti? «Intanto di scegliere la pallavolo e se ha del buon potenziale di cercarsi un procuratore, ma innanzitutto non abbandonate completamente gli studi. Bisogna fare quello che ci si sente di fare in quel momento, io per un periodo mi sentivo di fare solo pallavolo e ho fatto solo quello, poi però ho ripreso gli studi e li ho portati a termine in tempi brevi. Poi gli obiettivi che ci si prefiggono devono essere raggiungibili e adeguati alle singole capacità , bisogna essere realisti». Stai facendo solo pallavolo o hai iniziato a lavorare? «Ho iniziato a lavorare, poi ho fatto un master e ora riprendo a lavorare, diciamo che ora la mia priorità non è più la pallavolo, anche se rimane la mia passione e fin che riesco la porto avanti. Vorrei approfittare dell’occasione per ringraziare la squadra e la società per gli sforzi che stanno facendo». Ora veniamo alla tua grande seconda passione i viaggi. Quando hai iniziato a realizzare questa passione e dove sei stata.
Una volta dismessi i panni da atleta professionista ho sentito l’esigenza di recuperare il “tempo perduto sia iscrivendomi all’universitĂ come ho giĂ detto, sia organizzando appena possibile qualche viaggio in quelle localitĂ che avevo sempre sognato di vedere. sono stata in Egitto, poi in Spagna, Amsterdam, Maldive, Cuba, Nepal e India e Crozia.
Parlami un po’ del tuo viaggio a Cuba. «Questo viaggio a Cuba, l’ho fatto nel giugno 2006, è stato improvvisato su due piedi perchĂ© io e Paola dovevamo andare a Palma di Maiorca a trovare una amica, ma all’ultimo abbiamo trovato un last minute solo volo per Cuba e..non abbiamo resistito! Come darci torto? Paola è una mia cara amica di Altamura con cui ho giocato a pallavolo diversi anni… Fortuna ha voluto che proprio in quei giorni a Cuba si trovassero dei nostri amici cubani che vivono in Italia, e che erano tornati a casa per le vacanze!
Molto gentilmente si sono preoccupati di trovarci una sistemazione in una casa “particular”, ovvero una casa locale che i proprietari affittano ai turisti..e in piĂą ti fanno la colazione (a richiesta anche pranzo e cena). Stare così a contatto con loro è un modo molto divertente per capire meglio il loro stile di vita.
La nostra padrona di casa si chiamava Olga, una signora sulla sessantina con i capelli neri tinti e cotonatissimi ma con una energia da ragazzina..sembrava la brutta copia di Tina Turner..un vero spasso!
I primi cinque giorni siamo state all’Havana: la mattina a girare in cittĂ e per il resto della giornata stavamo in spiaggia. Gli ultimi due giorni siamo andate con un pullman a Varadero, una localitĂ molto piĂą turistica con una spiaggia favolosa piena di palme e con la gente locale che ballava in riva al mare!
Cuba è un posto incredibile, è un’isola fuori dal tempo per le sue particolari leggi..ed è ricca di contrasti! I cubani sono persone squisite, sempre col sorriso e con la musica nel cuore.
Cuba è uno dei pochi posti che ho visitato in cui vorrei ritornare…tre cose mi sono rimaste nel cuore: i mango gustosissimi, il mare caraibico e le aragoste..troppo buone!»
E dell’India e Nepal.
«La scelta di andare in vacanza in India è nata dalla mia curiositĂ nei confronti di una civiltĂ così diversa dalla nostra, ricca di contrasti di ricchezza e povertĂ , dotata di una fortissima spiritualitĂ . Sono partita con il mio ragazzo, Michele, i primi d’agosto, sempre del 2006, zaino in spalla e guida alla mano per circa un mese.
Come prima tappa la prima settimana l’abbiamo passata in Nepal dove abbiamo visitato KatmandĂą e tutta la sua valle e templi prevalentemente buddisti.
DopodichĂ© con un volo interno siamo andati in India a Delhi e nel triangolo d’oro di Agra, Jaipur e Pushcar dove abbiamo girato per una decina di giorni con gli autobus locali…esperienza abbastanza traumatica sia per le condizioni igieniche sia per la lentezza degli spostamenti!
Con un altro volo interno abbiamo raggiunto Leh, una localitĂ dell’India che si trova sull’Himalaya, dove ci siamo fermati un’altra settimana, abbiamo fatto molte gite con le jeep locali per raggiungere i vari monasteri della zona, e siamo arrivati su una vetta a 5.400 metri di altezza.
A queste altezze l’ossigeno è pochissimo, ed è molto facile sentirsi male, a noi è andata molto bene, abbiamo sofferto solo un po’ d’insonnia! Abbiamo visitato anche McLaud Ganj (chiamata oggi la “Piccola Lhasa”, paese indiano nel quale il Dalai Lama è stato costretto a trasferirsi  nel 1959 con la rivolta di Lhasa, e da dove continua la sua protesta pacifica e la lotta per la liberazione del suo Paese ndr) dove c’è la residenza del Dalai Lama.
Questo viaggio è stato molto speciale, mi ha arricchito molto per le diverse esperienze che ho fatto quali: vedere la sofferenza nel volto delle persone che ti chiedono l’elemosina, alle bellezze architettoniche come il Taj Mahal considerato il simbolo dell’amore, alla residenza del Dalai Lama contornato da una grandissima religiositĂ e spiritualitĂ .