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Barbara Beconi: fascino, classe, umiltà e bravura

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Stemi vs Imola Da Area Sport di aprile 2010

Barbara Beconi toscana di nascita, è nata a Prato nel 1978 ora vive a Monselice con Marco e con il loro piccolo Alberto, è diventata polesana d’adozione, almeno in riferimento alla pallavolo, in quanto ormai da qualche anno gioca in Polesine ed è stata una delle colonne portanti delle squadre in cui ha militato. E’ un’atleta che è sempre stata inseguita da più società, per essere una giocatrice completa, in quanto sa farsi valere sia sotto rete sia in fase difensiva, ha giocato in A1, A2 e B1. E’ arrivata in Polesine per giocare con la squadra locale, la Stemi, in B2 nella stagione 2006/07, l’anno più travagliato per la squadra rodigina per il cambio di numerosi di coach, è rimasta anche la stagione successiva contribuendo massicciamente a portare la squadra in B1. E’ seguito poi praticamente un anno di pausa in quanto dopo l’operazione alla spalla è stata contattata dal Noventa Vicentina a cui ha dato una disponibilità molto parziale per gli impegni di lavoro, ma soprattutto perché riteneva fosse giunto il momento per lei e Marco di avere un bimbo. Alberto è nato nel 2009. In questa stagione è stata contattata da Pino Tumeo ed ha accettato di entrare nella rosa della Bellellieng & Cpt Volley che milita nel campionato di serie C. Ha iniziato ad allenarsi a novembre ed ha fatto il suo primo breve ingresso in campo nella partita contro Feltre, aumentando la sua presenza in campo partita dopo partita.

Quando hai iniziato a giocare a Pallavolo? «Circa intorno ai 9-10 anni. Ho iniziato a scuola durante le ore dedicate all’educazione fisica, e lì ho visto che tutto sommato ero portata per la pallavolo. Poi sono passata alle scuole medie e dopo aver fatto le varie giovanili sono stata chiamata ad allenarmi con la squadra di B1 del Prato. Ho fatto la mia prima partita (B1) a tredici anni».Barbara Beconi

Immagino che poi ti avranno richiesta anche altre squadre, quando sei andata via da Prato? «Sono poi stata a Firenze, lì avevo 17-18 anni, sono rimasta nei dintorni per qualche anno poi nel 2003/04 sono andata al Santeramo in A2 e l’anno seguente siamo stati promossi in A1. In A1 ho giocato nel ruolo del libero».

Tra questi due ruoli qual’è quello che prediligi? «Ti dirò che ho voluto provare a fare il libero per vedere com’era questo ruolo in A1, però non mi è piaciuto troppo perché la mia indole è quella di attaccare, tanto che a metà stagione si è fatta male una schiacciatrice e quindi mi tornarono a mettere nel mio ruolo preferito».

Cos’è che ami di più nella pallavolo? «Il fatto che sia un gioco di squadra, i giochi individuali non mi sono mai piaciuti. Mi piace colloquiare con le compagne, litigare magari con loro, dire quello che si deve dire quando si è in campo e poi fuori tutte amiche».

A Rovigo come ti sei trovata? «A Rovigo il primo anno è stato un po’ problematico perché abbiamo cambiato quattro-cinque allenatori ed anche l’approccio iniziale non è stato dei migliori, invece con le ragazze mi sono trovata benissimo. Con Menta come coach le cose sembravano funzionare ma poi è stato sostituito e questo gioco di allenatori ha mandato un po’ tutto in crisi». L’anno dopo hai bissato.«Si sono rimasta ma anche quell’anno ci sono stati un po’ di problemi, però poi si è aggiustato tutto anche se a giocare eravamo solo in 7, tra cui Mirela Sesti, ciò nonostante abbiamo ottenuto la promozione in B1. Tra noi giocatrici ci siamo trovate benissimo, avevamo un buon feeling. Cosa fondamentale è stato anche il fatto che tra noi non avevamo peli sulla lingua, nel senso che se dovevamo dirci qualcosa ce la dicevamo e forse quella è stata l’arma vincente. Tante volte abbiamo discusso e litigato nello spogliatoio ed è stata positiva questa cosa».  Il coach era Cappelletti ma io ho avuto la sensazione che a “dirigere” la squadra foste tu e Mirela, essendo anche le giocatrici con maggior esperienza. «In effetti eravamo quelle con maggior esperienza e quindi alla fine gestivamo questa cosa».

Alla fine della stagione ti sei fatta operare alla spalla e dopo hai provato a riprendere con il Noventa, ma mi sembra che tu avessi problemi con il lavoro.

«Loro lo sapevano che avevo il problema alla spalla e che il mio sogno era il bambino che avrei provato a rimanere incinta, per loro andava bene comunque. Sono rimasta incinta  e quindi mi sono fermata». Quest’anno invece dopo la nascita di Alberto hai deciso di riprendere con una cosa “tranquilla” in serie C con il Lendinara. «Si proprio una cosa calma calma. A luglio dopo la nascita del bimbo mi hanno chiamato Pino (Tumeo) e Andrea (Cirinti) e mi hanno chiesto se volevo ricominciare piano piano. Io ero un po’ titubante perché il bambino era appena nato e io avevo i problemi di una neo mamma. Loro però ma hanno detto d’iniziare tranquillamente quando potevo, anche se non ero al cento per cento. E così ho ricominciato a Lendinara».

Qual è stata la stagione in cui hai giocato e che ti è rimasta più nel cuore? «La stagione disputata a Santeramo con la promozione in A1» Con qualcuna delle due ex compagne di squadra ti senti ancora? «Si, si, con Daniela Biamonte, con Sandra Wiegers e con altre ancora».

Che cosa ti ha dato la Pallavolo e che cosa pensi di aver dato tu? «La pallavolo mi ha dato la serenità di stare assieme alle persone e anche il confrontarsi con gli altri. Io avendo giocato anche ai livelli più alti ero sempre assieme con le mie compagne perché ci si allenava quattro ore al mattino e quattro alla sera per cui si stava insieme otto ore al giorno, e quindi era un continuo confronto, come può capitare del resto nel mondo del lavoro. Io che cosa ho dato? Ma penso l’umiltà. Credo di essere una persona “umile”, non ho mai litigato con nessuno se non proprio quando me le tiravano fuori per le unghie. Con Sacchetto per esempio, il primo coach che ho trovato venendo a Rovigo, era così perché lui arrivava ad offendere e quindi per forza di cose si arrivava a dover rispondere, perché l’offesa non esiste nello sport». Di sport hai fatto solo pallavolo ? «Facevo anche nuoto da piccola, prima della pallavolo, ma non mi piaceva perché ero sola».  Quanto t’impegna Alberto? «24 ore su 24 perché fintantoché non va all’asilo è sempre con me. E’ tanto mammone. A volte me lo devo portare anche all’allenamento perché non vuole stare lontano dalla mamma. Mi porto Marco e il bambino all’allenamento».  

Anche Marco è un  giocatore di Pallavolo? « Si, ha giocato per 14 anni a Monselice, poi nei dintorni ed infine due anni ad Ariano». Con due genitori pallavolisti che vuoi far fare di sport ad Alberto? «La pallavolo no! Magari il basket. Vedremo che cosa vorrà fare lui, ma comunque uno sport di sicuro».

Vediamo un attimo i due anni con la SteMI a Rovigo di Barbara Beconi. Nel 2006/2007 Beconi arriva a Rovigo dopo la promozione della squadra dalla C, era retrocessa l’anno precedente, il coach è Vanni Sacchetto e la squadra è formata da: Giorgia Checchinato (K), Elena Ferraù, Laura Cioni, Maila Penolazzi, Flavia Tessari, Barbara Beconi, Anita Divkovic, Ivana Divkovic, Eleonora Deserti (L). A fine ottobre Sacchetto non è più in panchina, viene sostituito dal manager Antonio Scalzotto. Il 10 novembre in panchina siede coach Fabio Menta che vi rimane fino al 7 gennaio 2007, poi per problemi von Scalzotto viene sostituito da Maurizio Visentini. A metà marzo rientra Menta e se ne va Visentini. Con Menta arriva il libero Sara Paris. La squadra termina il campionato salvandosi senza patemi. Con questi numeri: punti in classifica 37su 26 incontri disputati, partite vinte 12 perse 14, 8 incontri vini nettamente  per 3-0, uno per 3-1, tre al tie break, perse quattro per 2-3, cinque per 1-3 e per 0-3.

L’anno seguente Menta costruisce la squadra con: Monacelli, Bolognesi, Costanzini, Beconi (K), Sammmartano, Sesti, Ruffato, Ferraù, Penolazzi e Tessari. Ma ad inizio campionato Menta se ne va e al suo posto arriva dopo un paio di settimane Pietro Cappelletti. Se ne vanno anche Penolazzi e Tessari. A novembre si aggiunge saltuariamente alla rosa delle giocatrici Alessandra Onofri. La SteMi chiude il campionato in vetta alla classifica con: 63 punti in 26 partite giocate, vinte 22 di cui ben 12 con il punteggio netto di 3-0. Il totale dei set vinti è di 71 contro i 26 persi. Il tutto grazie alle capacità delle giocatrici ben dirette, come già detto, dall’esperienza di Beconi e Sesti.

 

2005-2006 A2 Sea Urbino
2004-2005 A1 Siciliani Santeramo
2003-2004 A2 Siciliani Santeramo
2002-2003 A2 Figurella Telecomunications World Firenze
2001-2002 A2 Figurella Firenze
2000-2001 B1 Italstudio Pistoiese
1999-2000 A2 Figurella Firenze
1997-1999 B1 ING Volley Prato
1996-1997 B2 C. Promozione Prato
1995-1996 B2 Colzi Prato
1994-1995 B1 Colzi Prato

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