Da Area Sport aprile 2010
Il palazzetto dello sport di Polesella che quest’anno ospita anche le partite di B2 di volley della Cattozzo Polesella è stato inaugurato e intitolato a Maddalena Chiarion nel 2002 per volere dall’amministrazione comunale e in particolare del sindaco Debora Linea. Chi ha avuto la fortuna di incrociare la propria strada con quella di Maddalena sa benissimo chi era, per chi non ha avuto la fortuna di conoscerla tentiamo di spiegare perché le è stato dedicato il palazzetto.
Io sono stata la sua insegnante di educazione fisica per i cinque anni di liceo scientifico che Maddalena ha fatto al Paleocapa di Rovigo, e oltre alle normali lezioni di educazione fisica lei faceva parte anche del gruppo sportivo scolastico impegnandosi nelle gare di pallavolo, disciplina da lei praticata anche fuori dalla scuola e in quelle di atletica leggera che al contrario ha fatto solo con i campionati sportivi studenteschi, allora si chiamavano così. Il Paleocapa a quel tempo era ancora nella vecchia sede di via Parenzo e le lezioni  di educazione fisica e il gruppo sportivo, salvo l’atletica, lo facevamo in quell’orrenda palestrina che era a fianco della scuola. Quando il liceo si è spostato nella nuova sede la palestrina è stata rimessa a nuovo, dal Panathon di Rovigo con il contributo della Cariparo, ed è diventata la bella palestra per disabili intitolata a Toni Ricchieri.
Maddalena non era molto alta per essere una pallavolista ma dai test fatti mi sono subito accorta che aveva delle doti atletiche straordinarie, oltre a quelle intellettive che la ponevano tra le migliori della scuola, una scuola che di talenti ne aveva e ne ha ancora molti. Ritornando a Maddalena atleta aveva un’elevazione da ferma di 50 centimetri ed era anche velocissima, oltre che emergere in qualsiasi cosa facesse. Maddalena era nata nel 1973, mia figlia Sara nel 1981, per cui quando Maddalena arrivò al liceo mia figlia aveva 6 anni, lei faceva karate, ma nel pomeriggio del gruppo sportivo veniva con me agli allenamenti e quindi aveva avuto modo di conoscere Maddalena che era diventata in breve il suo idolo, da parte mia io mi auguravo che crescendo Sara potesse assomigliarle.
Per un insegnate di educazione fisica portare le proprie allieve e allievi, allenati durante l’anno, alle gare è uno dei momenti più belli e in cui s’instaura una certa complicità con i propri alunni. Lo sport si sa unisce molto e poi per noi non era importate tanto vincere, anche se non guastava, ma tifare ed impegnarsi sul campo per la propria scuola. Vincere non era facile spesso ci si confrontava con studenti che erano atleti agonisti e quindi per chi faceva quella determinata disciplina solo con la scuola era difficile imporsi, ciò nonostante riuscimmo a fare bene e ad andare anche alla fase regionale di atletica e di nuoto più volte, mentre con basket e pallavolo rimanemmo sempre a livello provinciale. Maddalena, come ho detto fece parte della squadra di pallavolo della scuola ma non sempre poteva essere presente alla partite, non essendo di Rovigo per lei era di una certa difficoltà fermarsi e nel contempo essere preparata per il giorno seguente per le lezioni. Quando però riusciva a fermarsi il suo contributo alla partita era notevole non solo sul piano tecnico ma anche in quello emozionale, riusciva a caricare le compagne e spesso si centrava il successo. La stessa cosa era per l’atletica, poiché era velocissima l’avevo messa a gareggiare assieme a Sara Turato Lambertini nei 100 metri piani, Sara aveva già fatto atletica in società . Sara e Maddalena si piazzarono ai primi posti, mentre un’altra loro compagna di classe Chiara Dalconi vinse nel lancio del disco. Con loro, ed altre allieve del liceo andammo a Bassano del Grappa per la fase regionale. Poi Maddalena e le compagne fecero l’esame di maturità ed uscirono dalla scuola. Maddalena s’iscrisse all’università e dopo aver frequentato il primo anno arrivò la terribile notizia: la laucemia si mise sulla strada di Maddalena. La malattia, la chemio, e day ospital non la fermarono continuò a casa a studiare fino ad arrivare a laurearsi con 110 e lode. Nel frattempo fece un trapianto ma poi ebbe una ricaduta, la leucemia era modificata diventando incurabile, sposò il suo ragazzo Simone in febbraio e si spense il 17 maggio dello stesso anno.
 Maddalena ha sempre amato fare sport e fin da piccola si vedeva che aveva l’argento vivo addosso, ricorda sua mamma Cristina. Amava correre, saltare con le amiche, era una leader nata, alle elementari si era inventata un giornalino in cui annotava tutte le attività da svolgere con le compagne. Nel periodo della scuola media iniziò la pallavolo sotto la guida prima del docente di educazione fisica dei maschi e poi continuò con Franco Gamberini e quindi s’inserì nel gruppo di volley di Raccano e tra i sui allenatori c’era Euro Chiarello ora vice allenatore della squadra di B2 del Polesella e come compagna di squadra aveva Ilaria Tovo, che poi proseguì con il volley giocando in varie squadre di serie A e B fino a tornare a giocare quest’anno in B2 a Polesella.
Il ricordo di Maddalena da parte di Sara Turato Lambertini
 «Il ricordo di Maddalena non è legato ad un fatto specifico o ad un evento particolare, ma si nutre di quelle parole, di quegli sguardi dietro i suoi grandi occhi azzurri e di quei larghi sorrisi che hanno alimentato un’amicizia nata e consolidatasi tra i banchi di scuola e proseguita anche dopo aver completato il percorso liceale. Abbiamo condiviso in quegli anni non solo situazioni e momenti di vita scolastica, ma anche e soprattutto frammenti di vita vera, emozioni, sentimenti che ci hanno fatto crescere. Abbiamo vissuto insieme anche molti momenti sportivi dalle ore trascorse in palestra durante le lezioni di educazione fisica ai tornei di pallavolo di istituto ai campionati studenteschi di atletica leggera. E l’immagine di Maddalena che emerge nitida è quella di una persona tenace, generosa, sempre pronta ad incoraggiare i propri compagni nei momenti di difficoltà . E questo nello sport come nella vita quotidiana
Ricordo con tenerezza e nostalgia il suo modo di stare in campo durante gli incontri di pallavolo per i tornei di istituto, lei provetta giocatrice, regia e punto di riferimento costante per le sue compagne e noi dilettanti impacciate decisamente allo sbaraglio. E la grandi vittorie riportate proprio durante il primo anno di liceo, battendo con forza e determinazione e con ritmo incalzante anche le squadre delle ragazze più grandi, successi che ci hanno permesso di salire il gradino più alto del podio e aggiudicarci il trofeo.
E come dimenticare le nostre trasferte, le nostre giornate trascorse sulla pista di atletica a gareggiare per i colori del Paleocapa, la grinta, il sano agonismo, la voglia di raggiungere un risultato importante unicamente per il piacere di aver ottenuto qualcosa grazie al nostro impegno. E così emerge prepotente il ricordo delle staffette dei 100 metri piani, degli allenamenti per migliorare i cambi, fondamentali in questa competizione e la volontà caparbia di Maddalena che tutto fosse realizzato nel miglior modo possibile….. perché lei era così».
Il ricordo da parte di Ilaria Tovo
 «Maddalena ed io abbiamo fatto le scuole elementari assieme, ricordo che Maddalena era una ragazza con uno spirito sopra la norma, aveva una grande volontà ed era intelligentissima. Era anche sempre molto disponibile con tutti. Abbiamo iniziato a giocare a pallavolo intorno ai 12-13 anni, eravamo nella squadra giovanile, ma ci chiamavano assieme ad un altro paio di ragazze, essendo tra le più bravine, ad allenarci con la squadra di serie C. Noi eravamo piene d’entusiasmo e ci sembrava di giocare in serie A quando andavamo da loro. Lei non era molto alta, ma lo spirito, la volontà che aveva e le doti fisiche la rendevano comunque molto brava».
 Il ricordo da parte di Euro Chiarello
 «Lei ha iniziato con noi che era giovanissima e subito ha evidenziato delle grandi doti sia fisiche sia intellettive, mi ricordo in particolare che l’anno in cui abbiamo giocato contro il Fratte Padova con la serie C. Le ragazze avevano fatto il loro primo campionato di divisone ottenendo la promozione in prima, in prima divisione hanno vinto ancora ottenendo il passaggio in serie D, invece di fare questa serie, poiché la squadra di C a metà  stagione è rimasta decimata per varie problematiche, le ragazze (Maddalena, Ilaria e compagne) sono state inserite nella squadra di C. In campionato abbiamo affrontato dunque il Fratte e, in campo Maddalena si è trovata di fronte, lei era una centrale, un paio di atlete molto più alte di lei che la sovrastavano in modo esagerato, eppure non ho mai visto in una partita di pallavolo in tutta la mia carriera, tanti pallonetti come quelli messi a segno da lei quella sera e questo dimostra che era una ragazza che aveva una grande lucidità mentale. Era una ragazza fantastica sia sul piano sportivo sia in quello umano oltre che come ho detto provvista di grande intelligenza». Â
 Nessuno può porre un freno
se tu vuoi soddisfare tuoi desideri materiali,
ma nella ricerca dell’appagamento totale
SEI LIMITATO,
non sarai mai pienamente soddisfatto.
Nessuno può negarti la passibilitÃ
di detenere tutto il potere del mondo,
ma in questa ossessiva aspirazione
SEI LIMITATO,
il tuo potere prima o poi decadrÃ
Nessuno può ostacolarti nella ricerca
del successo personale,
ma in questa rincorsa gonfia di orgoglio
SEI LIMITATO
il tuo successo non sarà noto ai mondi più lontani.
Puoi allora pensare di elevare il tuo spirito
alla conoscenza profonda del mondo,
ma anche in questa sublime aspirazione
SEI LIMITATO,
non potrai mai conoscere l’universo
nella sua totalità ,
non potrai mai arrivare a comprendere nelle cose
Quell’ UNO che unifica il TUTTO
la tua conoscenza è limitato.
Ma c’è una cosa, in cui tu,
pur nella tua natura finita,
sei svincolato da ogni limite
Puoi AMARE INFINITAMENTE E ILLIMITATAMENTE
senza ostacoli e confini,
con tutta la forza che sprigiona
dalle tue membra,
Solo nell’AMARE puoi aspirare ad
essere simile a Dio,
alla sua natura INFINITA;
AMARE E’ ILLIMITATO !!
Maddalena, 6 marzo 1994